C`è che ieri si è svolta la prima serata di Secret Cinema, nuova interessante iniziativa londinese che punta a contrastare a suo modo i cambiamenti dovuti all`internet creando un nuovo, suggestivo tipo di esperienza cinematografica.
Funziona così: ogni mese, rigorosamente il giorno stesso dell`evento, viene inviata agli iscritti una mail segreta indicante il film segreto che verrà proiettato e il rispettivo luogo segreto, il quale potrà essere «qualsiasi cosa da un teatro abbandonato al parcheggio di un hotel a 5 stelle, da una soffitta a un parco».
Ogni volta diverso, ogni volta a tema.
L`inaugurazione ha fatto ovviamente il sold out in quattro minuti secchi, ma con il solito culo che mi ritrovo sono riuscito ad aggiudicarmi l`ultimo biglietto.
Per cui mi ritrovo alle 7pm nello spiazzo davanti al Shipwright Arms, zona London Bridge.Di fronte a me, alcuni skater sfrecciano davanti a un cartello con scritto Paranoid Park, mentre tra suggestivi giochi di luci e proiezioni una manciata di altoparlanti trasmette un mix tra colonna sonora e dialoghi del film: stupore e approvazione.
Da qui ci si ritrova quindi nei cunicoli sottostanti i vecchi ponti in pietra viva della stazione di London Bridge, nei quali si svela una vera e propria complessa installazione a tema: ci sono altri proiettori che sparano immagini del film sui muri, ci sono librerie disordinate a ricreare la camera del 16enne americano medio, c`è una scrivania con finta documentazione e la tipica lampada da interrogatorio, e c`è addirittura un tizio conciato da detective che si sta confrontando con due skater. Un lavorone.
E infine si giunge nell`area adibita per la proiezione: siamo sempre sotto il ponte, c`è lo schermo dipinto sul muro, un paio di rampe, e ci sono attori che, senza dire nulla, a intervalli random si mischiano fra il pubblico e nel modo più naturale possibile recitano scene del film: il 16enne smorto con la ragazzina che gesticola e strabuzza gli occhi, lo sbruffone che litiga col poliziotto armato di torcia.
E prima che inizi il film, senza uno straccio di introduzione, il detective dell`ingresso prende il microfono e, con l`aiuto di comparse opportunamente infiltrate, rifà pari pari quella che ancora non sappiamo essere la scena dell`interrogatorio, con il pubblico in sala a simulare gli skaters in classe.
Un po` "cheesy", come dicono qua, ma indubbiamente insolito e affascinante.
L`effetto in pratica è una specie di versione in carne e ossa dei tipici menù dei dvd. Il tipo di cose che una volta solo il Rocky Horror Picture Show, o Star Trek / Star Wars, si potevano permettere.
Poi dovrei anche parlare del film, scommetto.
E allora metto in chiaro due cose:
1) è un`opera decisamente riuscita, che stimo, e di cui se qualcuno mi chiede un`opinione seria parlerò molto bene per una lista di validi motivi di cui potete leggere più o meno ovunque; ma se invece mi si chiedono i gusti personali dirò che
2) è PALLOSISSIMO e ci sono più rallenty sullo sguardo perso e apatico e in primissimo piano del 16enne Gabe Nevin che sulle tette di Pamela Anderson che corre in una puntata qualsiasi di Baywatch, roba che se fossi nei signori Nevin terrei mio figlio ben lontano da Gus Van Sant e col cazzo che gli lascerei girare una scena in cui si spoglia, che non siamo ancora dalle parti di Larry Clark ma vedrete dove andrà a parare il vecchio Gus appena non gli tira più e smette di aver qualcosa da dire ripetere (io ero già a posto con Elephant, anche se questo è superiore).
Anzi, siamo onesti fino in fondo, mettiamola così: non c`era il riscaldamento.
Tutto affascinante, tutto figo, tutto notevole, ma quei vigliacchi di Secret Cinema hanno avuto la faccia tosta di organizzare una proiezione sotto un ponte, a Londra, il 16 di dicembre, alle 7pm, senza riscaldamento.
E il freddo dopo un po` mi ha ghiacciato il cervello, rendendo i 90 minuti del film lunghi almeno il doppio.
Non solo a me poi, visto che - contrariamente a quello che ci si aspetterebbe normalmente da 300/400 appassionati di cinema capaci di accorrere in massa per un film segreto in un luogo segreto - alla comparsa dei titoli di coda sono tutti, TUTTI scattati rumorosamente verso l`uscita senza dare il tempo all`organizzazione di spezzare finalmente la pretenziosa atmosfera per i dovuti ringraziamenti agli sponsor (Tartan Video e... Red Bull).
Ricordo comunque di aver pensato come i rallenty infondo avessero il loro perfetto furbissimo senso narrativo, in quanto dopotutto non fanno che amplificare i due coglioni che si fanno i teenagers in un posto come Portland, dove i maschi si bruciano il cervello a forza di andare su e giù con lo skate (o leggere libri e formare i Decemberists/Menomena - ma non ce li hanno i videogame??), e le ragazze sono quindi letteralmente costrette a prenderseli e violentarli pur di fare il tipo di esperienze che hanno il sacrosanto dovere di fare a quell`età, regalando contemporaneamente ai propri coetanei di sesso opposto una crescita interiore che non si meritano.
E alla fine, malgrado sia un aspetto del tutto trasversale e secondario nell`economia della pellicola, con il cervello ghiacciato è proprio questa l`unica cosa che riesco a pensare: esattamente come nei film di Zach Braff, ecco l`ennesima dimostrazione che anni di femminismo hanno davvero portato al ribaltamento dei ruoli, dove i maschi stanno fermi e imbambolati a sognare e tocca alle femmine fare la prima, la seconda, la terza, la quarta e l`ultima mossa.
Segnatevi le mie parole: tempo cinque anni al massimo, e il nuovo re del box office americano sarà il remake di Pretty Woman a sesso invertito.
Poi il mondo imploderà, e potremo finalmente ricominciare da capo.
Comunque, qua Paranoid Park esce il 26 dicembre.
Sì, sono questi i cinepanettoni inglesi.
(esegue il gesto della stecca)
> Secret Cinema: photo gallery (vediamo se mi scovate in prima fila...)