
Più pazzo di uno che reinventa Hulk per farne un dramma edipico che non interessa a nessuno c'è solo uno che piglia il personaggio di Batman e punta tutti i suoi sforzi nella direzione di una storia realisticamente credibile. Christopher Nolan è quel pazzo (ma ancora più incredibile è la Warner che non si oppone).
Il lato più riuscito è sicuramente quello psicologico, che si gioca alla grande la chance di raccontare l'evoluzione di Bruce Wayne da miliardario imparanoiato a macchina da guerra assetata di giustizia: finalmente non si assiste più un supereroe che tenta di convincerci di avere un animo e problemi umani, ma a un umano che ogni tanto indossa un costume per raggiungere i suoi obiettivi con maggiore efficacia.
Il problema è che si tratta pur sempre di Batman, e fare Batman puntando su un realismo che non potrà mai essere totale, senza dall'altro lato voler nè saper girare scene d'azione, è inutile e presuntuoso. Non serve esasperare la verosimiglianza mostrando Bruce Wayne che ordina accessori separati in Cina e Taiwan quando i cattivi hanno un arma che fa evaporare tutta l'acqua di Gotham con un solo bottone: meglio riconoscere i limiti posti da inevitabili contraddizioni e cedimenti (su tutti la figura del padre clamorosamente unidimensionale) e concedersi la scena madre con i fuochi d'artificio, invece si rischia la noia per eccesso di spiegazioni. A questo punto, lode al tentativo ma continuo a preferire i più onesti ed equilibrati X-Men e Spiderman.
Nota finale per gli attori: considerando che Christian Bale stupisce solo chi non lo conosce, la rivelazione del film è decisamente Cillian Murphy, inquietante e perfetto come furono solo Joker/Nicholson e Pinguino/De Vito. Ma perchè ingaggiare Gary Oldman per truccarlo come Ned Flanders e fargli fare il timido e sommesso?