Quindi per punizione, e con le corna ben alzate, li recensisco nello stesso post.
Tiè.
Sabato 30/6, Shepherd`s Bush Empire
FINAL / NEUROSIS

Final è uno dei tanti progetti collaterali di Justin K. Broadrick, mente creativa dietro a colossi come Godflesh e Jesu. Per essere precisi Final è il Justin da solo, seduto incappucciato al centro del palco armato di chitarra ed effetti speciali, con un`unica luce a illuminarlo dall`alto come fosse un alieno in procinto di teletrasportarsi da un momento all`altro. L`ultimo disco si chiama "Infinite guitar", e il nome rende perfettamente l`idea: si tratta praticamente di oscura e ipnotizzante musica ambient costruita in genere su un`unica nota stirata all`infinito su un tappeto di rumori electro-industrial. Sicuramente interessante, sicuramente eseguito con sensibilità sopraffina, sicuramente insostenibile oltre una certa durata.
I Neurosis invece sono la miglior metal band dell`Universo, e davvero, non saprei che altro aggiungere. Già rinchiuderli nella cerchia metal è riduttivo. In giro da vent`anni, e ancora fanno concerti (e dischi) che lasciano a bocca aperta dall`inizio alla fine. Il loro show è stato una lenta, inesorabile apocalisse. Una colata di lava incandescente da cui lasciarsi sommergere e bruciare. Ho visto gente quasi commossa. Se dovete assistere a un solo concerto metal nella vostra vita - e non vorrei essere nei vostri tristi panni - sono loro. Fine del discorso.
Lunedì 2/7, Koko
BORIS / ISIS

In realtà i Boris me li sono persi, perchè pioveva e mi tirava il culo uscire. Grave errore. Ma l`errore peggiore è stato arrivare proprio sul finale, in tempo per vedere il batterista fare il giro del Koko trasportato dalle braccia della gente, tornare sul palco, sfogarsi su un enorme gong, e buttare giù sia l`attrezzatura sua che quella pre-sistemata per gli Isis. I Boris sono giapponesi. MAI perdersi una band giapponese.
Gli Isis invece sono ammeregani, e hanno intrapreso da tempo un interessante percorso a metà tra il metal e il post rock che deve più di un trucchetto agli zii Neurosis. Sono in generale meno imprevedibili, ma più compatti, capaci di crescendo impressionanti e di picchi di potenza degni di una bomba nucleare. Roba che va provata per crederci. La scaletta parte con i miei pezzi preferiti dal precedente "Panopticon", ed è un bene, perchè quel disco l`avevo divorato e mi riporta a galla anche qualche nostalgico ricordo di Bologna. Il pacco invece è che l`ultimo album è moscio, un allontanamento verso atmosfere più eteree, qualche urlo in meno e qualche tastierina in più, sempre roba di qualità ma decisamente meno interessante. Pettinato a sufficienza dalle disumane esplosioni dei pezzi vecchi e deluso dalla fighetteria di quelli nuovi, finisce che me ne vado prima di controllare se siano previsti bis.
Ricapitolando: in una scaletta ideale avremmo avuto venti minuti al massimo di Final, mezzora di Boris (sulla fiducia), mezzora di roba vecchia degli Isis e un full set dei Neurosis.
Dopodichè morire sarebbe il finale di serata più appropriato che mi verrebbe in mente.