Viene diffusa la line-up, poi paghi 26 sterle, ed è l`unico modo per sapere il quando e il dove: ottieni un wristband che ti permette di entrare ovunque, più uno spettacolare doppio cd con un brano per alcune delle band in cartellone.
Verosimilmente riesci a vedere solo quattro show: se invece punti ai VIP (ovvero cicchi clamorosamente lo spirito dell`iniziativa) spendi quasi tutto il tempo solo a fare la coda fuori.
Qualcuno lo chiama la risposta inglese al SXSW, ma se glielo chiedete nega.
Ad ogni modo, ecco la mia scaletta:
Ore 18:45 - SHOUT OUT LOUDS
Mi mancavano da morire ed ero lì quasi solo per loro.Il Camden Tup è un buco da 40 persone con l`acustica peggiore dell`Universo, e i nostri fanno onestamente quello che possono. The comeback, Please please please, Very loud, ma anche tre o quattro pezzi nuovi - tra cui la lunga So impossible e il nuovo singolo Tonight I have to leave it - che per quello che si è capito rafforzano senza rivoluzionare: stesso mood, scrittura più solida.
Non hanno fatto 100° solo per ripicca verso un tizio che la chiedeva con troppa insistenza.
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Ore 20 - ENVELOPES
L`Enterprise è invece un bel localino da 100 persone che incarna splendidamente lo spirito del festival. Gli Envelopes sono bellissimi: sbarbati, cazzoni, un paio di loro si presentano in canotta, e Audrey dimostra più o meno 14 anni e ha una chitarra più grossa di lei. I pezzi sono altrettanto brillanti: un lucido caos melodico che decolla e si squaglia ad arte, cambia direzione ad ogni battuta e ti sorprende ogni volta che pensi di averlo afferrato. La scaletta invece è maledettamente corta, fa bella mostra del nuovo singolo (la talkingheadsiana Smoke in the desert) e concede da "Demon" soltanto It is the law e Sister in love. Frustrante.
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Ore 21:15 - MALCOLM MIDDLETON
Il trucco l`ho capito al volo: conviene scegliere da subito l`headliner prediletto, e infilarsi nel locale relativo già dalla band precedente. E così, mentre mezzo mondo era già in coda per gli Ash e Amy Winehouse, io mi infilo al NW1 per una scaletta sponsorizzata Drowned in sound che propone il sempre gradito Malcolm Middleton. Che non è esattamente uno da scoprire, tranne per me che non ho mai dedicato agli Arab Strap il tempo che avrebbero meritato. La prova solista del Malcolm si appoggia su un sound decisamente più tradizionale, per lo più ballate folk che eccheggiano il Nick Cave più classico, ma dimostra solidità e classe da vendere. Applausi.
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Ore 22:30 - FOALS
Ok, prendete quello che ha scritto Inkiostro e levate ogni se: questi spaccano il culo. Punk dance con tecnicismi prog. Cervello e sudore.In tre pezzi scatenano il finimondo, poi commettono la leggerezza di dire "As long as you show some affection, you can come on stage" a una folla che aveva già mezzo piede sul gradino: vengono inghiottiti dalla massa, riescono a fare un pezzo poi tocca ritrattare, e si perdono cinque preziosissimi minuti solo per riportare tutto a un livello di vivibilità accettabile. Dopodichè riprendono col ritmo assassino di prima, e mentre la security ha vita dura io mi sto ingasando come un disgraziato. E non sono uno che si lascia abbindolare facilmente dalla roba danzereccia.
Hype scontatissimo, questi mandano già a casa parecchia gente.
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> Hummer (video)
UPDATE: ho scoperto che i Foals si ripresentano tra meno di un mese di spalla ai Battles. Non riesco a immaginare un`accoppiata migliore. Biglietto già in mano.