CINEMA

Halloween: more cowbell

Sapete cosa avremmo detto, dopo la prima mezzora, se questo Halloween fosse stato l`esordio di Rob Zombie?
Avremmo detto "Ok, ci hai provato, ti sei tolto lo sfizio, ora però fai il bravo, posa la cinepresa e torna a urlare in un microfono e a disegnare mostri".
E ci saremmo scordati completamente di lui, come il solito aspirante artista tutto tondo che prova inutilmente e maldestramente a sfondare in un campo non suo.
Sì, è davvero tremenda. È la totale mancanza di sintesi e sensibilità narrativa.
Voglio dire: il film parla di un pazzo grosso e muto che scappa da un manicomio e compie il suo massacro in una notte sola, dico, una notte sola, checcazzo ci sarà mai da sapere che non si intuisca già dal fatto che uccide una serie di persone a sangue freddo?
Cosa dovrebbe mai darci un antefatto di quaranta minuti, visto che il dottor Loomis passa comunque il resto del film a rispiegare tutto urlando "Quello è l`anticristo in persona, non ha coscienza e non distingue il bene dal male"?
Qualsiasi cosa possa teoricamente essere, non è certo una sfilza di ridondanti banalità da Dr. Morelli d`oltre oceano scritte malissimo e dirette peggio.
Il casting poi ha la sfacciataggine di riproporre non uno, non due, ma ben undici attori già presenti nella Casa del diavolo, il che batte il record mondiale di autoreferenzialità denotando contemporaneamente un senso di insicurezza mostruoso.
E alla solita parata di facce cult, che a questo turno include Malcolm McDowell, Dee Wallace, Brad Dourif, Clint Howard e Richard Lynch (mitico!!!), si aggiunge l`irriverenza di disturbare un vero attorone come Udo Kier per un ruolo di 90 secondi non parlato.
Infine, da un esperto rockettaro come Robbie mi aspettavo tutto tranne che la duecentottantasettesima scena di morte sulle note di "(Don`t fear) The reaper" dei Blue Oyster Cult.

Poi, Satana ti ringrazio, comincia il massacro.
E finalmente si ingrana.
Lentamente, le qualità del signor Zombie vengono fuori.
Le quali consistono nel saper costruire scene di violenza stilose e belle toste, e un`atmosfera sempre più nera e claustrofobica, in cui Michael Myers diventa praticamente un Otis Driftwood grosso, muto e implacabile, guidando il buon Rob in un territorio che conosce ad occhi chiusi.
Se tutto il film fosse stato al livello di quei dieci/quindici asfissianti minuti in cui la candida Laurie Strode si trova di colpo faccia a faccia con la Morte, sarebbe stata la consacrazione con la C maiuscola.
Non meno importante è poi la capacità di trovare una manciata di presunte minorenni disposte a mostrare le tette senza fare troppe storie (una però è quella che faceva la figlia di Bruce Willis nell`Ultimo boyscout, che a 30 anni suonati fa ancora la liceale).
A tratti, insomma, si ricomincia a sperare.
Ma è tardi.

In conclusione non si può dire che Rob Zombie sia scarso: solo molto, molto limitato.
Basta tenerlo lontano dai prequel, o da qualsiasi cosa che non si possa risolvere semplicemente con una striscia di violenza e battutacce.
Dopo tale sfoggio di inadeguatezza sono sicuro che molti saranno tentati di tornare indietro e ri(s)valutare i precedenti La casa dei 1000 corpi e La casa del diavolo, alla luce dei tanti difettucoli che prima erano rimasti sufficientemente nascosti, ma io no.
Quei due film, nel bene e nel male, rimangono tra i miei preferiti di sempre, e non li rinnego.
Il mio è vero amore.
È per quello che a Rob lo sgrido così tanto.
E che non nomino nemmeno Carpenter.
04.10.2007 | scritto da valido


COMMENTI:

Ohdaesu
Eh, vedi? Ti lamenti per le stesse cose di cui si lamentavano le critiche che avevo letto. E ovviamente rido ammiccante per "more cowbell"
04.10.2007 @ 16.15
valido
Ma io un super-prologo ero anche disposto a perdonarlo se adeguatamente giustificato, sapevo ed ero pronto a farmi sorprendere. E invece non c`e` proprio uno straccio di motivo per tenerlo cosi` lungo.
04.10.2007 @ 16.29
Soffro orribilmente. Lo vedrò settimana prossima.
05.10.2007 @ 11.27
valido
Non vedo l`ora, c`e` una non richiesta insinuazione gay che e` pane per i tuoi denti...
05.10.2007 @ 11.30
E basta parlare di fròsci. Io voglio i miei horror come voglio i miei uomini: rapidi, truci e lievemente ritardati.
05.10.2007 @ 12.14
Filippo
Azz...questa non me l`aspettavo! Puntavo tutto su Zombie! Era l`unico a cui avevo dato fiducia per un remake di Carpenter. vedremo...
07.10.2007 @ 17.45